Il potamios/limnaios karkinos nelle monete della brettia ellenizzata more

published in "Numismatica e Antichità Classiche - Quaderni ticinesi", XXV, 1996, pp. 11-48

BENEDETTO CARROCCIO IL nOTAMIOS/AIMNAI02 KAPKINOS NELLE MONETE DELLA BRETTIA ELLENIZZATA Estratto dalla Rivista «Quaderni ticinesi di numismatica e antichitd classiche» Lugano, 1996-Vol. XXV Industria grafica Gaggini-Bizzozero SA, Lugano-Muzzano BENEDETTO CARROCCIO IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE DELLA BRETTIA ELLENIZZATA! L'accresciuto interesse verso le forme di espressione artistico-culturali delle popolazioni indigene delTOccidente ellenizzato proprio delle scienze dell'an- tichita di questi ultimi decenni ha portato, tra tanti frutti, ad un sempre piu rapido fiorire di studi dedicati alle popolazioni brettie e ad un susseguente rapido incremento delle nostre conoscenze in questo campo". Tra questi, un ruolo importante hanno avuto, sin dai primi tempi, le ricer- che relative alia monetazione. Incentrate inizialmente sulle emissioni «fede- rali» con leg. BPETTIflN, con contributi testimonianti anche il progressivo affinamento della metodologia numismatica2', esse hanno avuto modo, piu re- * II presente studio trae spunto da una tesina d'esame in Etruscologia ed Antichita Italiche discussa in Roma nel 1990 dallo scrivente quando vi frequentava la Scuola Nazionale d'Archeologia e si inserisce nell'ambito di un piu vasto progetto di ricerca diretto, con fondi del C.N.R., dalla professoressa M. Caccamo Caltabiano dell'Universita di Messina, che ringrazio per i preziosi suggerimenti e consigli. Si ringraziano inoltre la direzione ed il personale del laboratorio fotografico della biblioteca dellTstituto Archeologico Germanico di Roma per la collaborazione gentilmente prestata. " Citeremo fra i principals Atti dell'Xl Convegno di Studi sulla Magna Grecia: le genti non greche della Magna Grecia, Taranto 1971, Napoli 1972; P.G. Guzzo, // territorio dei Bruttii, in Societd roniana e produzione schiavistica, a cura di A. Giardina e A. Schiavone, Roma-Bari 1981, pp. 115-135; Id., Le citta scomparse della Magna Grecia, Roma 1982; Id., / Brettii, storia e archeologia della Calabria preromana, Milano 1989 (cui si rimanda per una piu dettagliata bibliografia prece- dente). Ed i contributi in Brettii, Greci e Romani. Atti del V Congresso storico cala- brese, Cosenza 1973, Roma 1983; Storia della Calabria I. La Calabria antica, a cura di S. Settis, I, Roma-Reggio Calabria 1987; II, Roma-Reggio Calabria 1994; Per unidentitd culturale dei Brettii, a cura di P. Poccetti, Napoli 1988; / Brettii, Napoli 1990; / Brettii I. Cultura, lingua e documentazione storico-archeologica. Atti del I Corso Seminariale, Rossano 1992, a cura di G. De Sensi Sestito, Soveria Mannelli 1995. 2) Cfr. K. Regling, Zur Munzpragung der Brettier, in I anus. Festschrift C.F. Leh- mann-Haupt, I, 1921, pp. 80 ss. (dal carattere ancora molto frammentario e gene- rale); F. Scheu. The earliest coins of the Bruttians, in «NC» XV, 1955, pp. 101- 112; Id., Bronze coins of the Bruttians, in «NC» I, 1961, pp. 51-66; Id., Silver and 12 BENEDETTO CARROCCIO centemente, di allargarsi alle emissioni delle altre zecche costituite o cadute sotto il controllo brettio-e di dedicarsi anche e piu specificatamente all'inter- pretazione della loro tipologia e dell'intenzionalita posta dietro all'adozione di determinate iconografie4'. La dea col karkinos e le emissioni federali brettie Tra i tipi piu interessanti per Foriginalita e la conseguente significativita delTiconografia adottata, che ancora richiedono di essere convincentemente spiegati, vi sono quelli caratterizzanti uno tra i piu piccoli nominali delle serie federali in bronzo, che crediamo di poter descrivere come segue: D/ Testa femminile (?) con capelli lunghi e copricapo (?)5) a forma di ca- rapace di granchio con una o entrambe le chele in vista volta a s. o a d., talvolta racchiusa entro corona d'ulivo' Gold coins of the Bruttians, in «NC» II, 1962, pp. 43-63; H. Pfeiler, Die Miinzpra- gung der Brettier, in «JNG» 14, 1964, pp. 7-50; I. Novaco Lofaro, Nuovi elementi per lo studio della monetazione brettia in Calabria, in Brettii, Greci e Romani..., cit., pp. 61-67; M. Taliercio Mensitieri, Osservazioni sulla monetazione dei Bret- tii, in Per unidentita culturale..., cit, pp. 225-242 (con un'evidenziazione della far- raginosita e dei limiti delle ricostruzioni precedentemente operate dallo Scheu e dallo Pfeiler specialmente per quanto riguarda il bronzo); Ead., Aspetti e problemi della monetazione del koinon dei Brettii, in / Brettii I. Cultura, lingua..., cit., pp. 127-151; E.A. Arslan, Monetazione aurea e argentea dei Brettii, Milano 1989 (con una probabilmente definitiva assegnazione delle serie in questione agli anni fra il 216 ed il 204 a.C); N.F. Parise, La monetazione dei Brettii, in Crotone e la sua storia tra IV e III sec. a.C, Napoli 1993, pp. 187-195. J) Vd. a questo proposito M. Caccamo Caltabiano, Una citta del sud tra Roma e An- nibale. La monetazione di Petelia, Palermo 1977; G.K. Jenkins - R. Ross Hol- loway, Terina, Bellinzona 1983 (dedicato principalmente alle serie precedenti la conquista brettia e revisione-aggiornamento di K. Regling, Terina, Berlino 1906); M. Taliercio Mensitieri, La monetazione delle citta della Brettia nel IV sec. a.C, in / Brettii, cit., pp. 1-23 (primo a comparare le emissioni dei singoli centri), succes- sivamente ampliato come Problemi monetari di Hipponion e delle citta della Bret- tia tra IV e III sec. a.C, in Crotone e la sua storiix..., cit., pp. 131-186. 41 Vd. C. Biucchi, // sistema di tipi monetali «a coppie» dei Bruz.i, in «NAC» IV, 1975, pp. 73-81 e M. Caccamo Caltabiano, La rete relazionale dei Brettii riflessa nel documento monetale, in / Brettii /, Cultura, lingua..., cit., pp. 153-183. 5) A rigore, non e possibile determinare con certezza se ci si ritrovi di fronte ad un co- pricapo (come sembrerebbe) o ad una vera e propria fusione tra una testa umana ed un corpo animale. 6) Tale corona d'ulivo, che in una serie compare a modificare vistosamente i tipi di D/ di quasi tutti i nominali bronzei, e stata con molta verosimiglianza interpretata dallo Pfeiler, art. cit., p. 43 e dallo Scheu, Bronze coins..., cit., p. 59 come commemora- tiva di una qualche vittoria militare allora conseguita. Per una considerazione del IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 13 Dietro, un simbolo variabile (serpente; clava; crescente; fulmine) o nes- sun simbolo (talvolta, un piccolo P'). C.p. R/ Granchio con chele rivolte verso l'alto. Sopra e sotto leg. BPET/TIflN. Sopra il granchio e la leg., o tra le lettere della stessa, un simbolo varia- bile (lira; piccola torcia; martello o plektron\ aratro; grappolo d'uva; cornucopia; civetta in volo; bucranio), o nessun simbolo (talvolta, un pic- colo Y). C.p. P. max. g. 3,36. P. min. g. 0,91. P. med. g. 2,18. 51 esemplari considerate (tav. I, 1). contesto cronologico entro cui situare la serie si consider] la comparsa, a nostro pa- rere non casuale, di una corona d'alloro similissima in argenti siculo-punici con ca- vallo libero al R/ databili agli anni della II guerra punica sui quali vd. B. Carroc- cio, intervento in La Sicilia tra VEgitto e Roma. La monetazione siracusana del- Veta di lerone II. Atti del Seminario di Studi, Messina 1993, Messina 1995, p. 513. 71 II segno T, presente anche nella maggioranza dei conii delle serie auree e argentee federali, oltre che, forse, in un mezzo shekel punico attribuito a zecca italica, e stato interpretato da E.S. Robinson, Carthaginian and other South Italian Coinages of the Second Punic War, in «NC» IV. 1964, pp. 52 e 60 e da M.H. Crawford, Coinage and Money under the Roman Republic, London 1985, p. 69, come iniziale del nome delTincisore dei conii, non potendosi ravvisare in esso, a causa della posizione semi- nascosta, una funzione di marchio di controllo o di indicatore di officina. E.A. Ar- slan, op. cit., pp. 80 e 99-103 lo interpreta invece come firma delTincisore/ideatore dei prototipi. Un'analoga funzione di motivo-firma sembrano avere anche le lettere seminascoste poste nella monetazione siracusana in parte dei conii degli ottodrammi con testa di lerone II/quadriga, dei tetradrammi con testa di Filistide/quadriga e dei didrammi con testa di Gelone/biga, nonche nei tetradrammi e didrammi della V De- mocrazia con testa di Zeus/quadriga e testa di Kore/quadriga, tutti databili agli anni della II guerra punica alia luce dei recenti studi di M. Caccamo Caltabiano - V. Tromba, La monetazione della basilissa Filistide, in «NAC» 1991, pp. 161-180; M. Caccamo Caltabiano - E. Oteri, Cronologia e sistemi di produzione e di controllo delle monete dei «Siracusani di Gelone», in «NAC» 1993, pp. 91-1 10, e B. Carroc- cio, La monetazione aurea e argentea di lerone II, Torino 1994. 8) Dati ricavati dagli esemplari pubblicati nei voll. delle SNG di New York (nn. 8-10; 67; 120-125), Copenaghen (nn. 890-893), Munchen (nn. 1255-56 e 1343), nonche in P. Attianese, Calabria Greca, I, Santa Severina 1974, nn. 124-128; P. Naster, La collection Lucien de Hirsch, Bruxelles 1959, n. 216; H. Treziny, Kaulonia /, Sondages sur la fortification nord (1982-1985), Napoli 1989, p. 116 n. 534; P. Strauss, Collection Maurice Laffaille: monnaies grecques en bronze, Bale 1990, n. 69; G. Bruni, Monete lucane e bruzie nei museo di Catanzaro, Napoli 1977, tav. 33, I. Novaco Lofaro, Ripostigli con monete brettie, in «AIIN» 1974-75, pp. 49-102 (nn. 2244-48); Ead., Monete brettie nelle collez.ioni calabresi, in «AIIN» 1980-81, pp. 247-257 (nn. 47; 95-99; 128-131; 165); Aste Busso Peus 06.05.92 n. 167; Kunst und Munzen 18.06.92 n. 49: Semenzato 29.11.80 nn. 29, 68, 77; Sternberg 24.11.77 n. 49; listini Varesi IV/1986 nn. 85-86 e 11/1987 n. 78. 14 BENEDETTO CARROCCIO II tipo della figura femminile con copricapo a carapace di granchio, del tutto privo di riscontri in altre rappresentazioni monetali o artistico-artigianali sopravvissute al naufragio dell'arte greca, era stato considerato dallo Pfeiler come rappresentazione di Anfitritel)) sulla scorta dell'interpretazione data dallo Stoll10' ad un passo di Giorgio Cedreno e ad uno scolio ad Aristide menzio- nanti il trasporto di una statua analoga da Rodi a Costantinopoli"', ed in tale ipotesi era stato seguito dalla maggioranza degli studiosi. C. Arnold Biucchi ha invece preferito intenderla come Teti nelTambito di una sua probabilmente troppo schematica interpretazione dei rapporti intercorsi fra le singole tipolo- gie adottate in questa monetazione12'. NelTuno o nelTaltro caso, comunque, la scelta dell'attributo del granchio sarebbe dipesa dal desiderio di specificare la «natura marina del personaggio»l3) rappresentato. In realta, non esistono affatto elementi atti ad avvalorare un'identifi- cazione della divinita in questione con Anfitrite, rappresentata del resto dai Brettii in termini estremamente diversi gia in un altro presumibilmente coevo nominale aureo14'. Per quanto numerose siano state le sue raffigurazioni (soprattutto nella pittura vascolare), essa per tutta Teta greca non ha infatti mai avuto per attri- buto il granchio, od un copricapo a forma di granchio15', bensi semmai il del- " H. Pfeiler, art. cit., p. 22. I0) Stoll, in W.H. Roscher, Ausfuhrliches Lexicon tier griechischen unci romischen Mythologie, I, 1884, s.v. Amphitrite, p. 321. "> 110 Schol. Aristid. //, p. 704 Dind. 12) Cfr. C. Biucchi, art. cit., pp. 79-81. L'autrice vede i singoli tipi di D/ e R/ come inseriti in un «sistema» di volute alternanze e rispondenze di rappresentazioni di divinita maschili e femminili collegate nel mi to ed estrapolate dai due noveri delle divinita «bellicose» e di quelle «marine». Tale interpretazione trova degli elementi di debolezza nella sua non applicability a tutti i nominali e nella scarsa fondatezza di talune identificazioni, contestate da E.A. Arslan, op. cit., pp. 63-64, no. 147. 13) Cfr. C. Biucchi, art. cit., p. 79 e P. Zancani Montuoro, Kossa-Kosa, in «MG» 1979, pp. 12-14 e in Brettii, Greet.., cit., pp. 261-267. 141 Dracme con testa di Poseidon/Anfitrite seduta su ippocampo con Eros alia sua s. modellata sullo schema di Teti sui didrammi di Pirro. L'identificazione, operata da C. Biucchi, art. cit, p. 76 trova concordi E.A. Arslan, op. cit., pp. 66-67 e M. Cac- camo Caltabiano, La rete relazionale..., cit., p. 172. I5) Per un inquadramento sintetico dell'iconografia di Anfitrite ed un riepilogo delle sue diverse attestazioni nelle arti figurative vd. S. Kaempf-Dimitriadou, in LIMC /, Zurich-Munchen 1980, s.v. Amphitrite, pp. 724-735. E da rilevare come la nostra moneta sia citata, al n. 85, tra le raffigurazioni di incerta attribuzione, e come al n. 55A Tunica altra incerta menzione, per l'eta greca, di un'Anfitrite con «Krebs- scheren» sul capo, in un kyathos attribuito a Lydos edito da F. Canciani - G. Neu- mann, Lydos, der Sklave?, in «Ant.K.» 21, 1978, pp. 17-22, sia stata frutto di un'er- rata interpretazione dell'acconciatura dei capelli della dea. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 15 fino od altro pesce,6), una phiale od oinochoe od alabastronxl\ od altri attributi pertinenti alia sua natura regale, quali lo scettro, una corona o diadema, od il mantello18'; quando non e stata resa identificabile unicamente da un'iscrizione o dal suo ruolo di compagna di Poseidon, in presenza o meno del thiasos ma- rino19'. Un discorso simile pud esser fatto a proposito di Teti20'. Ne il quadro muta considerando con attenzione le numerose rappresenta- zioni musive (soprattutto) e in rilievi di sarcofagi marmorei di eta imperiale (generalmente non anteriori, nelle versioni rimasteci, al periodo degli Anto- nini), caratterizzate da una resa ormai sostanzialmente analoga delle iconogra- fie di Anfitrite cosi come di Teti, di Okeanos e di Thalassa. In tutte queste figurazioni, infatti, le divinita marine presentano sulla testa delle piu o meno evidenti chele di crostaceo20, ad imitazione, torse, delle corna da tempo impie- gate per caratterizzare le divinita fluviali22'. Tali chele, pero, tratteggiate sem- pre in termini estremamente generici, non risultano mai essere impiantate su di un carapace di granchio, intero o parziale, mentre e sovente possibile vederle mescolarsi ad altri elementi-simbolo della vita marina quali alghe e tentacoli23'. Sembrano cioe costituire nulla di piu di un ornamento simbolico fra tanti, per- cio stesso posto sulla testa di piu divinita marine, ivi comprese le Nereidi e i Tritoni, non atto a rappresentare quel preciso legame fra la singola divinita e Tanimale granchio in particolare che la nostra moneta sembra invece aver vo- luto evidenziare. Restando quindi aperto il problema dell'interpretazione da dare al tipo in esame, certamente una «divinita locale» come gia supposto, senza ulteriori approfondimenti, in una nota marginale da E.A. Arslan24', un contributo chiari- l6) Cfr. S. Kaempf-Dimitriadou, art. cit., ai nn. 5; 15; 33; 34; 38; 39; 75. " Ibidem, ai nn. 16; 35-38; 52. 181 Ibidem, ai nn. 5; 10; 16; 22-24; 50; 75; 77; 78; 78a; 79. 19) Ibidem, ai nn. 11-14; 25-28; 40-42; 46; 48; 49; 51; 53; 53a; 54; 56; 58; 62. 20) La tipologia di Tethis con chele, o anche solo con ali, sulla testa sorge e si diffonde solo a partire dalTeta imperiale, con una particolare concentrazione di attestazioni fra il III ed il IV sec. d.C, e viene tramandata, caricata di un forte simbolismo, an- che all'arte bizantina. Cfr. a questo proposito E. Fabbricotti, Una Tethis venosina, in «Atti Soc. Magna Grecia» 15-17, 1974-76, pp. 207 ss. e P. Perdrizet, Bronzes grecs d'Egypte - Coll. Fouquet, Paris 1911, p. 38. 2" Cfr., per le attribuzioni ad Anfitrite, S. Kaempf-Dimitriadou, art. cit., ai nn. 7 e 8, nonche P. Perdrizet, op. cit., pp. 37-38 per alcune rappresentazioni di Okeanos e di Thalassa. 22) Come ebbe ben modo di vedere P. Perdrizet, op. cit., p. 37. 23) S. Kaempf-Dimitriadou, art. cit., al n. 7; P. Perdrizet, op. cit. 24 Cfr. E.A. Arslan, op. cit., pp. 63-64, no. 146. Alle pp. 53 e 68-69 l'autore sembra pero interpretare il granchio come allusivo alia realta portuale di Crotone e alia vo- cazione marittima dei Brettii. Vd. anche infra, nn. 43 e 55. 16 BENEDETTO CARROCCIO ficatorio in questo senso puo venire partendo dalla constatazione che il gran- chio (KapKtvos), come tipo di R/ cosi come semplice simbolo (o tipo) acces- sorio, e tutt'altro che infrequente nelle monetazioni della BpeTTia. Anzi, nel- l'ambito dell'Occidente ellenizzato, e con l'eccezione delle zecche siciliane sotto influsso acragantino e di pochissimi altri casi sporadici e isolati che ve- dremo, sembra proprio trovare in tale area geografico-culturale il suo punto di maggiore attestazione. Nelle serie federali brettie ritorna infatti a contraddistinguere: A) come tipo vero e proprio un piccolo e raro nominale bronzeo con: D/ testa maschile giovanile imberbe, con capelli lunghi e piccole corna25', coronata di canne e volta a s. A d., dietro la nuca, spiga di grano. C.p. R/ granchio con chele rivolte verso l'alto. Sopra e sotto, leg. BPET/TIHN. In alto, tra le lettere della leg., simbolo variabile (cornucopia; cornuco- pia con Stella; cornucopia con plektron; T). R max. g. 2,30. P. min., g. 1,43. P. med. g. 1,89. 6 ess. considerate6' (tav. I, 2). B) come simbolo accessorio i R/ delle: 1) dracme «corciresi» d'AR con tipi testa di Hera/Zeus stante su capitello (in alternativa con aquila e serto; aquila e caduceo; aquila e fulmine)27) (tav. I, 3); 2) hemidracme «corciresi» d'AR con tipi testa di Apollo/Artemide stante con cane (in alternativa con crescente e Stella)28' (tav. I, 4); 3) dracme «corciresi» d'AR con tipi testa di Nike/divinita fluviale cornuta che si incorona (in alternativa con cane; fulmine; rhyton; serpente; al- tare; scudo)2" (tav. Ill, 13); La scarsa visibilita delle corna e l'usura dei pezzi allora disponibili indussero in er- rore B.V. Head, Historic! Numorum2, Oxford 1911, p. 92, spingendolo ad interpre- tarlo come testa di Persefone. F. Imhoof-Blumer, Fluss- unci Meergotter auf grie- chischen unci romischen Miinzen, in «RSN» 1923, p. 182, n. 22, nel riconoscerlo tra le divinita fluviali cornute vi voile vedere una personificazione del Crathis. F. Scheu, Bronze coins..., cit., p. 52. Dati ricavati dagli esemplari pubblicati nei voll. delle SNG di New York (n. 68), Copenaghen (n. 1694), Munchen (nn. 1303- 1304), nonche in P. Strauss, op. cit., n. 74 e in asta Semenzato 29.11.80 n. 32. Cfr. SNG Munchen, 1248 e E.A. Arslan, op. cit., taw. IV-VI. Cfr. SNG Munchen, 1244 e E.A. Arslan, op. cit., tav. IX, 95-AR 46'. Cfr. E.A. Arslan, op. cit., tav. X, 101-AR 50'. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 17 4) «doppie unita» bronzee con tipi testa di Ares/Pallade? promachos (da solo o con testa di ariete o fulmine; in alternativa con fulmine; lira; tri- pode; formica; Stella; testa di papavero; taenia; prua; tridente; torcia; arpa; corona; cornucopia; testa di ariete e tenaglie; cinghiale; aratro; timone; nessun simbolo)30) (tav. I, 6); 5) «unita» bronzee con tipi testa di Zeus/aquila (tav. I, 5) o guerriero promachos (tav. I, 7) (con testa di ariete o fulmine; in alternativa con fulmine; lira; formica; tripode; Stella; testa di ariete e tenaglie; cin- ghiale; nessun simbolo)30; 6) «mezze unita» bronzee con tipi testa di Nike/Zeus su biga (in alterna- tiva con lira)32'. Ancor piu interessanti sono pero le precedenti attestazioni di questo motivo nelle emissioni delle zecche indigene o greche costituite o destinate a cadere sotto controllo brettio; parte di una lunga storia fatta prima di incontri col me- tallo monetato dai Greer"', proseguita poi con piu o meno durature emissioni autonome di singoli centri, culminata infine nelle anzidette emissioni federali, piu delle altre caratterizzate dall'assunzione di tipi dairesterno-4'. Attestazioni che, per dare basi il piu concrete possibili alia prosecuzione del nostro discor- so, sara dunque opportuno a questo punto elencare, esaminare e comparare alia luce anche dei piu recenti studi in materia35'. 30) Cfr. F. Scheu, Bronze coins..., cit., p. 58 e SNG Munchen, 1307. 31) Cfr. F. Scheu, Bronze coins..., cit., p. 60 e SNG Munchen, 1292. 21 Cfr. F. Scheu, Bronze coins..., cit., p. 61. 33) Incontri e contatti attestati in contesti indigeni sin dai secc. VI e V a.C. coi ripostigli di Sambiase (IGCH 1872), S. Stefano di Rogliano (IGCH 1884) e Strongoli (IGCH 1885), indizi di un'avvenuta accettazione da parte indigena della funzione di garan- zia del valore svolta dai tipo monetale, come ha ben visto anche P.G. Guzzo, / Bi-et- ui..., cit., pp. 27 e 33-34. Ci sia percio consentito di dissentire dalTipotesi da lui espressa alia p. Ill, secondo la quale alcune centinaia di gettoni fittili stampigliati di IV sec, rinvenuti in territorio lucano e privi, a quanto e dato sapere, di leggenda o indicazioni di valore, avrebbero costituito «rembrione delTeconomia monetale presso i Brettih. Un'economia cosi intesa non avrebbe ammesso un tale ricorso ad una moneta interamente «convenzionale», in un contesto in realta avvezzo alia cir- colazione di metalli preziosi dotati, se monetati, di valore reale. Ul Sui forti e diretti imprestiti tipologici dalle monetazioni dei grandi centri delTElle- nismo vd. E.A. Arslan, op. cit., pp. 66-69 e soprattutto M. Caccamo Caltabiano, La rete relazionale..., cit. 35) In particolare, le diverse serie saranno ordinate, con le eventuali osservazioni del caso, secondo le cronologie proposte da M. Taliercio Mensitieri, Problemi mone- tari..., cit., distinguendo quelle anteriori alia data ufficiale di nascita della nazione IS BENEDETTO CARROCCIO / KapKLVOL nelle zecche cittadine della Bperrta EMISSIONI PRECEDENTI LA DATA UFFICIALE DI COSTITUZIONE DELUETHNOS BRETTIO (356 a.C.) Col kcxpklvos per simbolo A) Crotone'6' (510-480 a.C.) 1) AR - statere di g. 7,6 ca. DI Tripode. a s. leg.?PO. A d. granchio. C. p. R/ Tripode incuso. A s. granchio incuso. A d. leg.?PO incusa. C. p. SNG Lockett n. 600. 2) AR - statere di g. 7,6 ca. (tav. I, 8). D/ Tripode. a s. granchio. A d. leg.?PO. C. p. R/ Tripode incuso. A d. simbolo variabile (lira; delfino; polipo) incuso. A s. leg.?PO incusa. SNG Lockett nn. 601-602, ANS nn. 279-282. 3) AR - statere di g. 7,6 ca. D/ Tripode. A s. granchio. A d. leg.?PO. R/ Tripode incuso e leg. TE. P. Attianese, op. cit., n. 274-276. brettia (356 a.C.) dalle posteriori e dividendo quelle aventi il granchio per vero e proprio tipo, presumibilmente piu significative, da quelle nelle quali il granchio e un simbolo accessorio fra tanti, per le quali possiamo pensare che la scelta del sim- bolo, per quanto presumibilmente non casuale, abbia portato ad una meno evidente caratterizzazione della moneta in questo senso. Per la cronologia delle emissioni di Crotone e la segnalazione di alcune serie ci si rifa qui alle proposte formulate da A. Stazio, Problemi della monetazione di Cro- tone in Crotone-Atti del XX1I1 Conv. Studi sulla Magna Grecia-Taranto 1983, Ta- ranto 1984, pp. 369-397 e M. Taliercio Mensitieri, Problemi della monetazione in bronzo di Crotone, in Crotone e la sua storia..., cit., pp. 111-129, nonche V.K. Rut- ter, South Italy and Messana, in Le origini della monetazione di bronzo in Sicilia e Magna Grecia - Atti del VI Conv. Int. di Studi Numismatici - Napoli 1977, Roma 1979, pp. 193-218. IL nOTAMIOS / AIMNAI02 KAPKINOS NELLE MONETE 19 (410-385 a.C.) 4) AEdig. 20-28 ca. (tav. I, 10). D/ Tripode. R/ Lepre a d., e talora granchio. V.K. Rutter, art. cit., pp. 209-21L; M. Taliercio, Problemi..., cit. Col KapKtvos per tipo principale A) Crotone (460-440 a.C. o ante 480 a.C.) 5) AR - triobolo di g. 1,21 ca. D/ Tripode. R/ Granchio con le chele volte verso l'alto e leg.?PO. A. Stazio, art. cit., p. 379. 6) AR - diobolo? di g. 0,90 ca. (tav. I, 9). D/ Tripode. A s.?PO. R/ Granchio con le chele volte verso l'alto e leg.?PO. P. Attianese, op. cit., n. 372. 7) AR - obolo di g. 0,40 ca. D/ Tripode. R/ Granchio con le chele volte verso l'alto e leg.?PO. A. Stazio, art. cit., p. 379. EMISSIONI REALIZZATE SUCCESSIVAMENTE AL 356 a.C. Col KapKivos per tipo principale A) Crotone (post 317 a.C?) 8) AEdi g. 5 ca. D/ Testa imberbe di Eracle con leonte volta a d. R/ Granchio con le chele rivolte verso l'alto. Sotto leg. KPO. P. Attianese, op. cit., n. 503. 9) AEdig. 1,3 ca. (taw. I, 11 e III, 6). D/ Testa imberbe di Eracle con leonte volta a d. o a s. C. 1. R/ Granchio con le chele rivolte verso l'alto. Sotto, leg. KPO o K. P. Attianese, op. cit., nn. 504-505. 20 BENEDETTO CARROCCIO B) Terina (350-330 ca. a.C.) 10) AR - obolo di g. 0,90 ca. (tav. II, 2). D/ Testa femm. (della ninfa Terina?) con capelli raccolti entro sphendone, volta a s., o a d. R/ Granchio con le chele rivolte verso Falto. Intorno, leg. TE/PI o TEP (sotto). R. Ross Holloway-G.K. Jenkins, op. cit., 104-105. 11) AE - «unita» di g. 12-17 ca. D/ Testa femm. (della ninfa Terina?) con capelli variamente raccolti in alto, volta a s. o d. R/ Granchio con le chele rivolte verso Falto. Sotto, leg. TEPI. P. Attianese, op. cit., n. 708. 1 Ibis) Idem, col granchio al R/ con le chele rivolte verso il basso. Sopra, leg. TEPI (tav. II, 3-4). R. Ross Holloway-G.K. Jenkins, op. cit., 1 19 B e A; P. Attianese, op. cit., n. 709. 12) AE - «l/4 di unita» di g. 2-4 ca. (tav. II, 5). D/ Testa femm. (della ninfa Terina?) con capelli raccolti in alto volta a s. R/ Granchio con le chele rivolte verso Falto. Sotto, leg. TEPI. Sopra, crescente. R. Ross Holloway-G.K. Jenkins, op. cit., 121; P. Attianese, op. cit., n. 702. 13) AE - «l/8 (?) di unita» di g. 1,3 ca. DI Testa femm. (della ninfa Terina?) con capelli raccolti in alto volta a d. R/ Granchio con le chele rivolte verso Falto e forse crescente. SNG Sweden II, n. 357. c) consentia (320-300 a.C?) 14) AE del peso di g. 3-5 ca. (tav. II, 6). D/ Testa maschile giovanile imberbe di divinita fluviale con piccole corna e corona di canne volta a d. o s. Dietro, crescente. R/ Granchio con le chele rivolte verso Falto. Sotto, leg. K(12. Sopra, due crescenti contrapposti. BMC Italy, p. 341, n. 3; P. Attianese, op. cit., n. 255. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 21 D) Petelia (209-204 a.C.) 15) AE - semiuncial di g. 0,65 ca. (tav. II, 7). D/ Teste accollate dei Dioscuri, con pileo e sormontate da due stelle, a d. C. p. R/ Granchio con le chele rivolte verso l'alto. Sotto, leg. I1E-T. Sopra, crescente e/o monogramma. C. 1. M. Caccamo Caltabiano, op. cit, p. 17. Col KapKivos per simbolo B) Terina (350-330 a.C.) 16) AR - statere di g. 7,40 ca. (tav. II, 1). D/ Testa femm. (della ninfa Terina?) con orecchino e collana a d. A s. monogramma. R/ Nike seduta su cippo, con un uccello nella d., volta a s. Sotto, granchio. R. Ross Holloway-G.K. Jenkins, op. cit., n. 85. E) Nuceria (320-280 a.C. o fine III sec. a.C.)37) 17) AE - «unita» di g. 9 ca. (tav. II, 9). D/ Scalpo di leone. R/ Testa di Apollo a s. Dietro, granchio. Leg. NOYKPIM1N. M. Taliercio, La monetazione..., cit., p. 1 1. 18) AE - «unita» di g. 9 ca. (tav. II, 8). D/ Testa laur. di Apollo? con capelli lunghi, a d. A s., dietro la nuca o sotto il taglio del collo, granchio. C. p. R/ Cavallo stante a s. Sopra, leg. NYKP-INdN. Tra le zampe, pentagramma. Asta Semenzato 29.11.1980 n. 138. 37) II fatto che si abbia notizia di due soli rinvenimenti della serie Apollo/cavallo di Nuceria in associazione ad altre serie (non solo nel ripostiglio di Strongoli IGCH n. 2037, purtroppo disperse), ma anche a Morgantina, nel mercato centrale, entro uno strato coinvolto dalFincendio romano, cfr. T.V. Buttrey - K. Erim - Th. D. Groves - R. Ross Holloway, Morgantina Studies II - The Coins, New Jersey 1989, p. 162 n. 27). e che entrambi si riferiscano a contesti di II guerra punica po- trebbe forse ostare ad un mantenimento della cronologia alta della stessa proposta, in termini comunque plausibili, da M. Taliercio Mensitieri, Problemi monetari..., cit., pp. 166-167 no. 223. 22 BENEDETTO CARROCCIO F) HlPPONION (320-300 ca. a.C.) 19) AE - «l/4 di unita» di g. 3-2 ca. D/ Testa laur. di Apollo a d. R/ Ninfa Pandina stante a s. con scettro e corona o frusta. Nel campo, granchio. A d. e s., legg. nANAINA/EinnNIEHN. M. Taliercio, La monetazione..., cit., p. 8-9. 20) AE - «unita» di g. 7-9 ca. D/ Testa di Atena con elmo corinzio a d. Sopra, leg. SOTEIPA. R/ Nike stante a s. con scettro e corona. A s., granchio (e, talvolta, NIKA) e leg. EinONIEftN. M. Taliercio, La monetazione..., cit., p. 9-10. G) Laos 3x1 (310-280 a.C.) 21) AE del peso di g. 3,5 ca. (tav. 1,12). D/ Testa maschile imberbe. R/ Corvo volto a s. Sotto, granchio e leg. AAINHN, o I I-BI. P. Attianese, op. cit, n. 771. Lungi dal passare inosservato, il frequente ripetersi del tipo o del simbolo del granchio all'interno delle monetazioni esaminate era stato spiegato dal- PEvans39), dal Regling401 e, piu recentemente, dalla Taliercio, che ne ha ricavato delle indicazioni cronologiche4", come conseguente ad una sua adozione a «stemma» dtWethnos dei Brettii. Tale ipotesi potrebbe trovare una conferma nelTimpiego, gia segnalato da Sulla monetazione di Laos vd R. Cantilena, Rinvenimento di unofficina monetale a Laos. Problemi di circolazione e di produzione monetaria, in Laos I, scavi a Mar- cellina 1973-1985, Taranto 1989, pp. 25-37. Giovera ricordare il particolare ruolo rivestito dal territorio di Laos come segnante il confine tra Lucani e Brettii. A. Evans, The «Horsemen» of Tarentum, in «NC» 1889, p. 110, no. 137. Si ac- cenna soltanto alia comparsa sulla monetazione di Terina del «Brettian crab». K. Regling, op. cit., p. 72 no. 16. Cfr. M. Taliercio Mensitieri, La monetazione..., cit., pp. 5-7; Ead., Aspetti e pro- blemi..., cit., p. 142: tutti i nominali cosi caratterizzati, insieme a quelli ad essi col- legati sul piano ponderale o tipologico, sarebbero stati coniati dai singoli centri una volta caduti sotto controllo brettio. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 23 M. Caccamo Caltabiano e, piu recentemente, da A. Siciliano421, di tale tipo, in- sieme alia leg. I1ETE entro un cartiglio impresso sull'altra faccia della mo- neta, per contromarcare bronzi brettii (tav. I, 7) e petelini negli anni della II guerra punica, ed una possibile smentita nel fatto che sia comunque mancata una piu decisa generalizzazione dello stesso come tipo principale nelle singole monetazioni. Fondata - e/o applicabile alFintero arco di vita dei Brettii - o meno che sia, essa non ci aiuta pero a capire la causa profonda dell'assunzione di quel determinato tipo nel loro immaginario collettivo, essendo - credo - ormai acquisita la coscienza dell'importanza sempre rivestita, nelle moneta- zioni di eta greca - al di la di altre contingenti occasionalita e/o imprestiti esterni - dalla valenza simbolico-sacrale delle raffigurazioni adottate. Vista in quesfottica, la ricorrente43' spiegazione del nostro tipo come allu- sivo ad una proiezione marina degli interessi commerciali brettii che, per quanto certa44', non sembra aver superato per importanza quella di altri popoli o poleis del tempo, non pud convincere. In primo luogo, per la scarsa significative in questo senso del tipo stesso a fronte di altri simboli di piu evidente lettura (si pensi, ad esempio, aH'anfora per esportazione caratteristica di gran parte della coeva monetazione di Hippo- nion4\ o a tanti piu diffusi simboli delle divinita marine). In secondo luogo, e soprattutto, per aver esso caratterizzato anche i rove- sci di monetazioni di centri decisamente collocati nell'entroterra montagnoso della penisola: non solo di Consentia, capitale del koinon, in un'epoca di ancor forte caratterizzazione montanara del popolo46', ma anche di Venusia, colonia 4:1 Cfr. M. Caccamo Caltabiano, Una citta del sud..., cit., pp. 36-38 e A. Siciliano, Tesoretto monetale rinvenuto a Strongoli, in / Brettii I. Cultura, lingua..., cit., pp. 185-196. 431 Cfr. C. Biucchi, art. cit., p. 81; P. Zancani Montuoro, art. cit., p. 263; E.A. Arslan, op. cit., pp. 53 e 68-69. 441 Cfr. P.G. Guzzo, / Brettii..., cit., pp. 63; 73-75 e 109-1 10. Athen. Ill, 84, 116 riferi- sce di un commercio di pesce salato da Taranto alia Grecia, ad opera di Campani e Brettii. Un'iscrizione da Rodi del II sec. a.C. cita un «Platon Brettios» che riceve dall'isola il diritto di epigamia. Entrambe le menzioni sembrano pero relativamente tarde, successive alia perdita delTindipendenza politica dei Brettii. 45) 1/2 unita di g. 8 ca. con testa di Hermes al D/, e leg. LEin, e di g. 6/5 ca. con testa di Zeus al D/ e leg. EHinNIHN, datate dalla Taliercio Mensitieri, La mone- tazione..., cit., pp. 3-5 e 8-9 rispettivamente alTeta timoleontea e al ventennio seguente. Per ulteriori considerazioni sul tipo delTanfora, cfr. Ch. Vandermersch, Monnaies et amphores commerciales d'Hipponion, in «PdP» 221, 1985, pp. 1 10- 145 e P.G. Guzzo, 1 Brettii..., cit., pp. 110 e 1 13. Cfr. P.G. Guzzo, / Brettii..., cit., pp. 50-57; 84-88; 109-110; 124-127. Cio rende ancor meno accettabile Tinterpretazione data dalla Zancani Montuoro al granchio posto sulle monete cosentine (vd. supra, no. 43). 24 BENEDETTO CARROCCIO romana in territorio lucano, che intorno alia fine del III sec. a.C. coniera una monetina bronzea di g. 1,2 ca. con una rana per tipo di D/47) (tav. II, 12). Ne si puo ritenere che tale tipo sia stato mutuato dalla monetazione croto- niate in virtu di una «influenza culturale», oltre che economico-commerciale, dell'antica polis*S) che stupirebbe veder cosi decisamente sottolineata nel (pre- sunto) «totem» stesso del popolo, o comunque nel tipo prevalentemente adot- tato, a brevissima distanza di tempo, nella prima citta greca, o grecizzata, (Terina) caduta sotto il loro controllo. Tanto piu che una cosi voluta «Typen- wanderung» dalla monetazione di Crotone avrebbe avuto maggiori probability di realizzarsi con tipi maggiormente caratteristici della citta4". Un analogo discorso puo essere fatto relativamente alia comparsa del granchio nella monetazione di Crotone. E stato a suo tempo ipotizzato dallo StazioS(" che esso sia stato «mutuato dalle monete di Agrigento della stessa epoca» (prima del 480 a.C.) nelTambito delle c.d. «monete d'alleanza», carat- terizzate da una parziale adozione dei tipi dei centri con i quali si andavano in- tessendo rapporti. Ma una tale spiegazione - che, visti gli innegabili rapporti commerciali intercorsi con Akragas5", potrebbe anche essere accettata per i nominali delTepoca che lo adottano come tipo vero e proprio al RP2) - non sembra potersi applicare alle piu tarde analoghe emissioni argentee e bronzee53' e, soprattutto, ai numerosi stated incusi che lo vedono adottato non come sim- bolo, bensi come tipo secondario costante posto accanto al tripode e accompa- gnato al R/ dai simboli accessori veri e propri. Interpretato insieme all'altro tipo secondario del trampoliere come simbolo d'officina54), vista la particolare evidenza data ad entrambi, non sembra poter essere stato scelto prescindendo Vd. BMC-Italy, n. 93/1; B.V. Head, HN\ p. 51; R. Garrucci, Monete dell'Italia antica, Roma 1885, p. 115 e tav. XCIV, 22; SNG Munchen n. 551. Questa Tipotesi formulata da M. Taliercio Mensitieri, La monetazione..., cit, pp. 5-6 e non piu ripresa in Problemi monetari..., cit. Primo fra tutti il tripode, presente anche nelle serie di Mystia e Hyporon (B.V. Head, HN\ p. 105) e di Petelia. A. Stazio, art. cit, pp. 377-381. Attestati, tra l'altro, dal rinvenimento di moneta acragantina riconiata da Crotone su cui vd. G. Gorini, Riconiazioni di Crotone su didracme di Agrigento, in Studi Laura Breglia, suppl. al n. 4 «Boll. Numismatica», 1987 I, pp. 63-68. Puo pero apparire strana questa sua comparsa, a differenza di altri tipi cittadini, solo su alcuni piccoli nominali. Tra l'altro, gli oboli col granchio, in quanto anteriori al 356 a.C, non possono nep- pure essere interpretati come adottati in virtu di una presenza, o alleanza, coi Brettii, come supposto dalla Taliercio per i piu tardi nominali bronzei. Cfr. A. Stazio, art cit, pp. 371-372. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 25 dalla valenza simbolico-sacrale riconosciutagli come propria. Tanto piu che nelle monetazioni degli altri centri brettii sembra alternarsi ad altri tipi forte- mente caratterizzati in questo senso. / TTordfjLLOL KctpKLVOL ed i culti di Eracle e de lie font i Cosa poteva allora dire Fimmagine del KapKivos agli antichi abitanti, Greci e indigeni, della Brettial I pochi studiosi che si sono finora posti questa domanda sembrano aver spesso ignorato o sottovalutato55' un dato di fatto an- cora parzialmente riscontrabile nei paesi affacciati sul Mediterraneo e ben noto, tra gli autori antichi, ad Isidoro di Siviglia nel libro 12, 6, 51 dei suoi Origines, cioe che «duo sunt genera cancrorum, fluviatiles... - nel senso di abitanti gli specchi d'acqua dolce in genere - ... et maritimi». Una realta, questa, di cui erano gia stati coscienti Plinio il Vecchio, che li considerava un valido antidoto contro il morso degli scorpionP', il trattatello pseudoaristotelico che ne era stato la fonte principale, nel quale i «genera cancrorum» sono piu precisamente divisi in «|jiaTas, na^oupoi Kai oi 'HpaKXecoTLKol..., ttoto£|xioi..., oi 8' aUoi eXcmxrus kco, av(JL)vd|JLo5T€poL.»:'7,, ed ancor prima Ippocrate5Sl, che segnalava le virtu diuretiche e digestive dei KapKLvot 7tot(i|ullol. Ad essa in tempi moderni erano gia state dedicate le ri- cerche piu o meno generali effettuate da O. Keller59*, F. Imhoof-Blumer601, E. De Saint-Denis6" e, in una chiave particolare, W. Deonna62'. Quest'ultimo ha avuto in particolare il merito di aver raccolto in una disamina pressoche corn- Solo la Taliercio, Problemi monetari..., cit., pp. 159-160 no. 78 ha ricordato che il granchio e animale «anche fluviale». Ricondurne l'adozione nelle diverse zecche ad un riferimento alia «metropoli» Consentia in virtu del suo ruolo eponimico di una fiumara creduta vicina a quella citta ci sembra pero alquanto riduttivo in considera- zione della maggiore importanza di altri corsi d'acqua posti nelTarea via via finita sotto controllo brettio. Su questo punto vd. anche infra, no. 143. Plin. N.H., 32, 19. Diversamente, nella classificazione in N.H. 9, 97, meno precisa che nell'originale pseudoaristotelico, non si fa menzione dei granchi d'acqua dolce. Arist., H.A., 4, 2, 2. Hippokr., De Victu, 2, 12. O. Keller, Die antike Tierwelt, II, Leipzig 1913, pp. 485 ss. Vd. anche nota se- guente. F. Imhoof-Blumer - O. Keller, Tier- unci Pflanzenbilder aufMunzen unci Gemmen des klassischen Altertums, Leipzig 1889, pp. 44-49. E. De Saint-Denis, Le vocabulaire des animaux marins en Latin classique, Paris 1947, pp. 17-18,47-48,81. W. Deonna, The crab and the butterfly: a study in animal symbolism, in «JWI» XVII, 1954, pp. 47-86. 26 BENEDETTO CARROCCIO pleta le diverse rappresentazioni figurative di KapKivoi giunteci dalTantichita classica, con particolare riguardo per le fonti numismatiche, unendo ad esse numerose menzioni letterarie, al fine di una definizione il piu possibile com- pleta delle diverse valenze assunte dalla sua iconografia, tra le quali segnalava anche talune sue accezioni come attributo di divinita fluviali63). Se merito incontestabile di tale contributo e stato quello di aver fornito alia nostra riflessione una gran quantita di dati sui quali lavorare, la sua parti- colare finalita64*ha portato lo studioso a dare alia propria ricerca un taglio che ne costituisce - a nostro parere - anche il limite principale. Non considerando il di verso ambiente d'origine e la differente - per cosi dire - stratificazione cronologica delle fonti considerate65', Deonna ha voluto intendere il granchio come sostanzialmente sempre dotato delle elaborate significanze attribuitegli alTepoca di Augusto. Sara pertanto nostro compito operare una sorta di scavo stratigrafico alTinterno di tale materiale al fine di isolare le valenze religiose che lo avranno invece principalmente caratterizzato nelTepoca e nelTambiente di cui ci occupiamo. NelTinterpretazione del Deonna il KapKivos sarebbe stato simbolo di fecondita e di vita66', e percio anche apotropaico e di resurrezione67', soprattutto per il suo collegamento, come omonimo segno zodiacale e costellazione, al 1 Ibidem, p. 54, noo. 75-76. [) L'autore voleva dare ragione della presenza del nostro motivo nelTaureo augusteo Cohen I, 123, no. 433, battuto dal tresvir monetalis M. Durmius, un «monumento», percio, certamente espressivo delTideologia e delle credenze di un'epoca partico- lare, comunque tarda rispetto a quella delle monetazioni di cui ci occupiamo. " In particolare, pur avendo isolato dalle altre le serie monetali della repubblica ro- mana, non ha segnalato la datazione tarda, della piena eta imperiale, di molte serie enee micrasiatiche considerate. " Cfr. W. Deonna, art. cit., pp. 61-63, 74 no. 131, 78 no. 233; O. Keller, op. cit., p. 609, no. 393 in particolare, per Tassociazione col phallus, in una lucerna a Bruxelles, e le proprieta di antidoto contro i veleni sui quali abbiamo gia visto es- sersi soffermato Plin. N.H., 9, 51 e 32, 19. 1 Cfr. W. Deonna, art. cit., pp. 54, 59, 61, 63-64, 70 no. 56; O. Keller, op. cit., p. 486. In questa chiave si potrebbe anche intendere la fusione col motivo del gor- goneion riscontrabile in una serie acragantina (tav. IV, 2) nella quale i rigonfiamenti del carapace del granchio sono disposti in maniera tale da rendere Tidea di un volto umano. Cfr. F. Imhoof-Blumer - O. Keller, op. cit., p. 50, n. 13. Plin., N.H., 18, 30 e Geoponic, I, 2, 18; 5, 50; II, 10, 87 e 89 elencano tutta una serie di pratiche apotropaiche basate sulFuso di granchi, fluviali in particolare. Da questa loro va- lenza apotropaica sembra discendere il loro utilizzo come episema di scudi in al- cune rappresentazioni vascolari: cfr. CVA Danemark VIII, Copenaghen 1963, tav. 337, 16; CVA Great Britain IV - British Museum III, London 1927, tav. 3, I/B; CVA Italia XXIII - Capua II, Roma 1934, tav. II. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINQ2 NELLE MONETE 27 solstizio d'estate, in quanto sede piu alta occupata dal sole durante lo stesso, quando il giorno ha la sua piu lunga durata nei confronti della notte6K). Nel con- tempo esso sarebbe stato in qualche modo simbolo lunare^', perche conside- rato anche come sede della luna7()), e percio presente come motivo aggiuntivo sulle statue della lunare Artemis Efesia dal II sec. a.C. in poi7". Diverse altre possibili valenze particolari sarebbero state comunque subordinate a questa principale interpretazione astrale/zodiacale del simbolo, portata avanti dall'au- tore al punto di giustificare con essa anche la presenza di tale tipo in alcune monetazioni siciliane, prima fra tutte quella di Akragas72'. Ma proprio da queste ben note serie crediamo sia utile partire ricordando che il granchio che vi compare come vero e proprio episemon della citta (tav. IV, 1) e stato quasi unanimamente73' riconosciuto come un granchio fluviale, simbolo del fiume eponimo Akragas74' - raffigurato anche come testa maschile cornuta al D/ di alcune serie della citta (tav. IV, 3)75' - perche accuratamente rappresentato con le caratteristiche morfologiche tipiche dei granchi d'acqua ,,s' Cfr. W. Deonna, art. cit., pp. 57-59, 64. m Ibidem, pp. 58; 61; 74 noo. 141, 144, 152; 75 no. 158. 7H) Cfr. W. Deonna, art. tit., pp. 58, 74 no. 141 ed in particolare Serv. ad Georg., I, 33 e soprattutto F. Boll, Arch.f.Relig., XII 1909, p. 150: KapKivos ttotolixios KOtvOapos TeXeios aeXiQviaKos. " Cfr. W. Deonna, art. c/7., pp. 59-61 e 76 no. 191. Nelle statue piu elaborate della dea, non anteriori al 133 a.C, il granchio vi compare quasi sempre insieme agli altri segni zodiacali. 72) Cfr. W. Deonna, art. cit., pp. 59 e 62. La quadriga di Nike e pero un tipo consueto della monetazione siciliana che nelTaccompagnarsi all''episemon della citta non sembra essersi caricato di significati eliaci, come ha avuto modo di vedere gia L. Lacroix, Acragas ou Helios sur les decadrachmes d'Agrigente, in Studia P. Na- ster oblata, I Leuven 1982, pp. 13-21. La comparsa del granchio in serie di Imera del V sec. a.C. puo essere avvenuta per influsso acragantino o per altre possibili motivazioni (allusione ad Eracle o alle vicine fonti termali) cui lo stesso Deonna ac- cenna. Sull'uso assai frequente presso gli antichi di affidare a locali corsi, sorgenti e specchi d'acqua dolce divinizzati la funzione eponimica dei centri abitati piu pros- simi cfr. anche L. Lacroix, Fleuves et nymphes eponymes sur les monnaies grec- ques, in «RBN» 1953, pp. 5-21. 73) Isolata e scarsamente credibile appare Fipotesi di interpretazione del granchio come animale marino e «tipo parlante» allusivo al nome della citta in virtu di una non attestata versione dialettale dello stesso formulata da I. Cazzaniga, Vnipotesi sul significato delVemblema del granchio nella monetazione di Akragas sicula, in «NAC» 1972, pp. 27-31. 74) Ad esso era stato dedicato anche un tempio. Cfr. W. Deonna, art. cit., pp. 54 e 71 n. 75. 75) Bronzi del peso di 18 g. ca. con al R/ un'aquila su capitello ed il granchio. Cfr. SNG Munchen, n. 156. 2cS BENEDETTO CARROCCIO dolce della specie Telphusa/Potamon fluviatilis, diffusi un po' in tutta Tarea mediterranean, come hanno ben ricordato U. Westermark77' e J.A. De Waele7S). Caratteristiche ben riconoscibili anche nelle serie di area brettia gia esaminate e nelle accurate raffigurazioni di granchi riscontrabili in altre serie monetali di zecche anche molto lontane7". Ad esse possono essere affiancate opere arti- stico-artigianali provenienti da diverse aree del mondo antico e di diverse epo- che caratterizzate da altre rappresentazioni di granchi in contesti certamente non marini801. Del resto, lo stesso DeonnaSh aveva gia notato Tassociazione in piu di un caso del nostro tipo con quello della divinita fluviale cornuta, giovane imberbe o con le fattezze di Acheloo"'. Oltre che nella detta serie acragantina, nei bron- zetti federali brettii gia esaminati e (col granchio come simbolo) nelle serie argentee federali con la divinita che si incorona, o nelle monete di Consentia, Tassociazione e riscontrabile anche in bronzi di Ambracia databili fra il 238 ed il 168 a.C.*3' (tav. Ill, 5) e - aggiungiamo noi - anche in esergo, come sim- Caratteristiche principali dei granchi della famiglia Potamidae sono un carapace al- Tincirca quadrangolare piu largo che lungo, con regioni branchial] rigonfie, non spinoso, con fronte bilobata. chelipodi uguali e orbite ben sviluppate, piu altri ele- menti meno evidenti. Sono presenti nelle acque dolci, o salmastre meno profonde, italiane, ex jugoslave, albanesi e greche e, con altre specie, nelTarea palestinese, in Egitto - con la varieta Nilotica -, nei Balcani. Cfr. L. Falciai - R. Minervini, Guida ai crostacei decapodi d'Europa, Padova 1992, p. 229 e O. Keller, op. cit., p. 490. U. Westermark, The Fifth Century bronze coinage of Akragas, in Le origini della monetazione..., cit., p. 9. J.A. De Waele, Acragas Graeca, I, Gravenhage 1971, p. 11. Cfr. anche L. Lacroix, art. cit., p. 19 noo. 38-39. Cfr. gia F. Imhoof-Blumer - O. Keller, op. cit., pp. 44 e 49-50 per un riconosci- mento come fluviali dei granchi posti nelle serie di Agrigento e Coo. Nei lungo rilievo con battaglia sul fiume dal palazzo di Sennacherib a Ninive (VII sec. a.C), ora a Londra, il granchio e frequentemente ripetuto a simboleggiare gli animali che ne abitano le acque. Cfr. P. Matthiae, in EAA V, Roma 1963, s.v. Ninive, p. 515 fig. 661. Per una coppa megarese di II sec. a.C. da Atene con un granchio entro un paesaggio e con animali terrestri cfr. CVA Deutschland LV- Kiel /. Berlin 1988, tav. LVI. Cfr. inoltre «NSc» 1971, p. 560 per un granchio graffito in un frammento di pithos dal sito indigeno arcaico di Ramacca, in Sicilia, posto su di una collina stretta tra due valli fluviali. Cfr. W. Deonna, art. cit., pp. 49 e 54. Sulle diverse modalita di raffigurazione e sviluppi assunti dalTiconografia della divinita fluviale cornuta a partire dall'eta arcaica cfr. R.M. Gais, Some Problems of River-God Iconography, in «AJA» 82, 1978, pp. 355-370. Cfr. B.V. Head, HN2, p. 320. Ricorderemo che Acheloo era anche il nome di un flume non molto lontano che separava Acarnania, Epiro ed Etolia. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 29 bolo accessorio al R/ di alcuni inequivocabili bronzi di eta romana di Halun- tiumM) (tav. Ill, 12). A questa associazione Tautore aggiungeva inoltre quella con teste di ninfe8", cioe di personificazioni /divinizzazioni delle fonti d'acqua dolce, certa per le serie nn. 7-10 e 13 di Terina, come in piccoli bronzi di Mozia della fine del V sec. a.C. con testa femminile frontale al D/86). Ma anche molte altre associazioni con divinita o rappresentazioni diversa- mente spiegate dal Deonna possono ad un attento esame essere ricondotte alia particolare importanza data dagli antichi alle fonti d'acqua dolce. In particolare, frequentissime sono le connessioni con la figura di Hera- kles, con la sua testa, generalmente con leonte, al D/ nelle serie nn. 5-6 di Crotone, di nuovo ad Ambracia*7' (alternandosi con la testa di Acheloo di cui sopra) come pure a Coo (tav. Ill, 1), dove il granchio e anche associato nel medesimo campo a rappresentazioni intere, sedute o stanti, del semidio, o al suo tipico attributo della clavaSS). II caso di questa piccola isola e particolarmente emblematico. La scelta del granchio per proprio episemon, lungi dalTapparire inspiegabileSMl, trova s4' Monete con testa di eroe locale elmato/toro androprosopo versante acqua dalla bocca. Cfr. BMC-Sicily, n. 6. Particolarmente significativa, alia luce dei discorsi sviluppati infra, la presenza di raffigurazioni di Eracle in altri due nominali della stessa zecca. s" Cfr. W. Deonna, art. cit., pp. 51 e 54. S(,) Cfr. E. Gabrici, La monetazione del bronzo nella Sicilia antica, Palermo 1927, p. 152 n. 8. 87) Monete bronzee all'incirca contemporanee (238-168 a.C.) a quelle citate supra, no. 82 per le quali cfr. B.V. Head, HN\ p. 320 e W. Deonna, art. cit., p. 49. m II granchio e presente nella monetazione di Coo come tipo di R/ associato a tipi di D/ o sottotipo al R/ nelle seguenti combinazioni: Testa barbata di Eracle/granchio BMC - Caria, p. 196, 24-26 Stesso tipo/granchio e clava BMC - Caria, p. 194, 10-17 Stesso tipo/granchio e faretra BMC - Caria, p. 197, 42-43 Testa imberbe di Eracle/granchio, clava e falange B.V. Head, op. cit., pp. 633-634 Testa di Demos/Eracle stante e granchio ai suoi piedi BMC - Caria, p. 215, 209 (eta romana) Testa di Boule/Eracle seduto con Telefo bambino in braccio, ai suoi piedi, un granchio. BMC - Caria, p. 215, 210 (eta romana) E inoltre associato ad un quadrato incuso in serie di VI sec. (BMC - Caria, p. 193, 1-5), ad un discobolo in serie di V sec. (BMC - Caria, p. 194, 6-9), ad una testa di Demetra al D/ e ad una clava al R/ in esemplari piu tardi (BMC - Caria, p. 197, 27). st" Tale era apparsa a B.V. Head, HN2, p. 362 e a E. Babelon, Traite des monnaies grecques et romaines, I, 1907, p. 441. 30 BENEDETTO CARROCCIO una prima ragion d'essere proprio nel culto, praticato anche a CooW), delTeroe che, a detta dello Pseudo-Eratostene9" e di altri, durante la lotta con l'ldra presso la palude - ancora uno specchio d'acqua dolce! - di Lerna fu disturbato dai pizzichi di un granchio che Hera, per ostacolarlo, aveva fatto uscire dalla stessa e che, avendolo Teroe per tutta risposta stritolato, sarebbe da lei stato trasformato neiromonima costellazionet)2). Un mito, questo, noto al punto da far rappresentare un granchio ai piedi di Eracle, oltre che in stated argentei di Phaistos della seconda meta del V sec. a.C.t>3) (tav. Ill, 7), anche in numerose rappresentazioni vascolari (tav. Ill, 8) ed in oggetti d'artigianato gia di eta arcaica44', dove il granchio non sembra invero rivestire un ruolo di antago- nista95). Lo stesso Eracle e del resto figura particolarmente legata al culto delle fonti per aver vinto Acheloo, tanto da assumere - in Grecia come nell'area italico-romana9'1' - insieme al corno, fusosi sin dalTeta arcaica colla cornu- copia che era stata di Amaltheial)7), anche la funzione di patrono dell'acqua dolce, generatrice di vita e necessaria alia fecondazione della terra e al go- dimento dei frutti da essa scaturenti. Tale funzione avrebbe trovato espressione visiva sin dal V sec. a.C, oltre che nei detti attributi, anche nella sua posizione sdraiata e libante, che lungi dalFesserne influenzata, avrebbe precorso e successivamente dato origine alle rappresentazioni di singole divinita fluviali distese, ampiamente diffusesi dall'eta ellenistica - con una prima attestazione in bronzetti catanesi di III-II sec. a.C. (tav. Ill, 10) - in tutto il mondo mediter- ,"" Un sacello vi era dedicato in eta ellenistica. Cfr. L. Laurenzi, in EAA, II, Roma 1959, s.v.Qw, 796. 91) Eratosth. Katast. 11. 92) Secondo Apollod. II, 5, 2; Hygin., Astr. 2, 23, 1 ed altri. 93) B.V. Head, HN2, p. 473 fig. 252. y4) Cfr. G. Kokkorou-Alewras, And the Lernaean Hydra, in LIMC V, Zurich-Munchen 1990, s.v. Herakles (labour II), pp. 34-43, ai nn. 1990-91, 2000, 2004, 2015, 2019- 21, 2024, 2037, 2041, 2048, 2058. La piu antica rappresentazione del granchio in questa scena mitica e in una fibula bronzea beotica databile intorno al 700 a.C. 95) Cfr. W. Deonna, art. cit., p. 56 e E. Babelon, op. cit., p. 442. La stessa palude di Lerna, divinizzata ed antropomorfizzata come ninfa locale, viene probabilmente raffigurata in panni femminili in alcune di queste raffigurazioni vascolari. Cfr. G. Kokkorou-Alewras, art. cit., ai nn. 2006, 2009-2010, 2029. %) Sul particolare rilievo dato in area italico-romana ad Eracle come apportatore di fer- tility cfr. H. Sichtermann, in EAA III, Roma 1960, s.v. Eracle, p. 388. "7| Su questo punto cfr. R.M. Gais, art. cit., pp. 359-360, 367-368 e M. Bonanno Ara- vantinos, Osservazioni sul tipo delVEracle sdraiato, in «Studi Miscellanei» 28, 1991, pp 155-179, a p. 169 in particolare. Eracle e rappresentato con il corno in uno statere di elettro di Cizico del V sec. a.C. Cfr. anche G. Becatti, Una statua di Era- cle con cornucopia. Problemi iconografici e stilistici, in «BA» 53, 1968, pp. 1 ss. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 31 raneot)S). Sara quindi interessante notare come tale tipo, qualificato inizial- mente come OIKI2TA2 e sacrificante, quindi in posizione piu riposata e con coppa in mano (tav. Ill, 9), trovi una sua precoce attestazione proprio in alcune belle serie argentee crotoniati di V-IV sec. a.C.99), oltre che in una di Eraclea da esse ispiratal(,,\ E sara anche il caso di chiedersi se in alcuni piccoli bronzi di Leontinoi di III-II sec. a.C, inseriti in una serie di nominali caratterizzati dalla rappresentazione di diverse divinita fecondatrici, la figura seduta con ramo e cornucopia presente insieme col granchio al R/ (al D/ vi e una testa frontale di Demetra coronata di spighe)10" (tav. Ill, 10) sia effettivamente una divinita fluviale - come generalmente si e creduto1021 - o non piuttosto lo stesso Eracle,03). 98) Cfr. supra, no. 97 per le raffigurazioni di Eracle col la cornucopia; R.M. Gais, art. cit., pp. 355 ss. (in particolare alle pp. 367-369) circa l'anteriorita del tipo delVEra- cle sdraiato inteso come patrono delle acque feconde rispetto alle piu generiche rappresentazioni di divinita fluviali sdraiate; M. Bonanno Aravantinos, art. tit., pp. 169-170 per una creazione del detto tipo di Eracle in ambito attico nel corso del V sec. a.C, ed alle pp. 255 ss. per una disamina delle diverse rappresentazioni scul- toree dello stesso. W) Stated con Eracle seduto su leonte poggiata su una roccia, appoggiato sulla clava e protendente un ramoscello verso un altare fiammante / tripode tipo BMC - Italy n. 87, e con testa frontale di Hera Lacinia / Eracle come sopra, ma non piu qualifi- cato come «ecista», semidisteso e poggiato sul gomito s. con coppa nella d. tipo BMC - Italy n. 93. Per A. Stazio, art. cit., pp. 385-391 e no. 40 le due serie devono essere datate rispettivamente al 425-400 a.C. (e la scena di sacrificio rappresenta- tavi in connessione con un mito locale «si svolgerebbe... in riva ad un fiume o presso il mare») e successivamente al 400 a.C. M. Caccamo Caltabiano, La monetazione di Messana, con le emissioni di Rhegion delVeta del la tirannide, AMUGS XIII, Berlin 1993, pp. 103-106 le data invece al 415-410 a.C. e successi- vamente al 411 a.C, considerando antecedente ad entrambe il tipo di Pan - un'altra divinita che si rapporta con le ninfe - similmente seduto su pelle e roccia che carat- terizza una serie di Messana collocata tra il 420 ed il 413 a.C. I00) Stated con testa di Atena entro egida / Eracle semi sdraiato con leonte su roccia pog- giato sul gomito s. e con coppa nella d. tipo SNG Lloyd, n. 268, certamente succes- sivi al 410 a.C per M. Caccamo Caltabiano, La monetazione...* cit., p. 106. I0,) Cfr. E. Gabrici, op. cit., p. 143 n. 2. II granchio e anche tra i simboli che compaiono al D/ di altri bronzi della stessa zecca con testa di Apollo / Demetra stante, ed una connessione con la figura di Demetra e forse ravvisabile anche nella sua presenza come simbolo al R/ di AR metapontini con testa di Demetra / spiga (tav. II, 10). 102) Cfr. BMC - Sicily (R. Poole), p. 93 n. 62. 103) Un'altra suggestione in questo senso puo venire dalla menzione, da parte del gia cita- to trattatello pseudoaristotelico, di «kHpaK\eamKoi KapKivoi» che non si e saputo identificare con una particolare specie marina o d'aequa dolce. Per quanto non sia chiaro da quale «Eraclea» tra tante abbiano preso il nome, il loro riferirsi ad un cen- tra che aveva nell'eroe il proprio eponimo ci sembra particolarmente significative 32 BENEDETTO CARROCCIO Se una connessione con la figura di Eracle trova facili spiegazioni nella tradizione iconografica e nel mito, questo stesso mito ci fornisce una giustifi- cazione dell'associazione del karkinos - simbolo accessorio alia figura di Hera, riscontrabile in nominali argentei di Argo del V sec. a.C.l()4) (tav. IV, 7). Molte altre connessioni del karkinos con culti o rappresentazioni di di- vinita generalmente ritenute celesti o marine possono inoltre trovare una chiarificazione e spiegazione nel senso da noi sinora delineato una volta che si considerino le particolari caratteristiche assunte dai detti culti nei particolari contesti geografico-culturali ai quali tali attestazioni sembrano rimandare. Cosi, Fassociazione del granchio al R/ con una rana al D/ nei gia citati bronzi venosini ed in alcuni medaglioni in rilievo della ceramica c.d. «cale- na»l<)5) (tav. II, 13) trova una facile spiegazione, oltre che nella particolare valenza della rana, alio stesso modo del granchio, come simbolo di fertilita e di resurrezionel(,6,, anche nella sua natura di animale di palude e nella partico- lare importanza assunta dalle fonti d'acqua nelle aree di Venusia e di Cales. A Cuma la compresenza di granchio e mitilo nello stesso campo monetale in nominali argentei collocabili tra il 500 ca. ed il 485 a.C.l()7) (tav. II, 11) nasce come intenzionale allusione alia ninfa eponima Kyme e al suo ruolo di patrona e promotrice di fecondita neH'ambito di una simbologia monetale in qualche modo collegata ai motivi ideologici-propagandistici propugnati dal tiranno Aristodemo «il Malakos»m\ ma al tempo stesso non sembra prescindere dalla 104) Stated con testa di Hera/granchio tra due delfini. Cfr. B.V. Head, HN2, p. 438. Si consideri che il delfino non e solo e/o semplicemente attributo delle divinita marine o di Apollo, ma anche simbolo caricato di valenze di fecondita per il suo derivare dalla medesima radice di 8e\c(rus = utero, nonche attributo della divinita lunare, della cretese Dictynna in particolare e forse anche delT Artemis-Aretusa di Siracusa. Cfr. a questo proposito M. Caccamo Caltabiano, Kyme Enkymon: riflessioni sto- riche sulla tipologia simbologia e cronologia della monetazione cumana, in «Arch.Stor.Messinese» 1979, p. 26; Ead., Trinakia Pelorias. Rapporti fra tipi mo- netali e tradizioni religiose a Messana, in «RSN» 64, 1985, p. 19 no. 84. 105) Cfr. CVA - France XXIII - Paris Louvre XV, Paris 1968, tav. 9, 997; CVA - Deutsch- land LVIII - Gottingen I, Berlin 1989, tav. 45, 1; CVA Italia XXII - Napoli II, Roma 1953, tav. 25,5. 106) Cfr. a questo proposito W. Deonna, L'ex-voto de Cypselos a Delphes: le symbolis- me du palmier et des grenouilles, in «Rev.Hist.Rel.» 1951, pp. 17 ss., in particolare allepp. 29-30, noo. 16-17. 107) Didrammi argentei con testa femminile elmata al D/. Cfr. N.K. Rutter, Campanian Coinages 473-380 a.C, Edinbourgh 1979, p. 14, n. 58. Per una loro datazione ed interpretazione vd. nota seguente. 108) Cfr. a questo proposito M. Caccamo Caltabiano, Kyme..., cit., pp. 19-56; Ead., Aristodemo di Cuma e la religione nel potere del tiranni, in Religione e cittd nel mondoantico, Atti CERDAC XI, 1980-81, Roma 1984, pp. 271-279. II soprannome IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 33 particolare natura lagunare del territorio di Cuma, che puo aver spinto a sce- gliere tra diversi simboli di fecondita (o diversi tipi di conchiglie)l,W) due ani- mali presumibilmente caratteristici di tale ecosistema1101. Due ulteriori concentrazioni di attestazioni del nostro motivo apparente- mente prive di legami con i culti e le credenze di cui sopra possono inoltre es- sere registrate piu ad oriente, intorno alia Caria e alia Cirenaica, sulla scorta del gia citato studio del Deonna. Nel primo caso, pero, le numerose connessioni del granchio col tipo o motivo del tridente e/o della bipenne e con rappresentazioni di Zeus o Posei- don in monete argentee e bronzee dei satrapi di Caria"", di Mylasa"2' (tav. IV, 11-13), come anche dei vicini o non eccessivamente lontani centri di Lesbos"3' e Telos"4', sembrano trovare una valida spiegazione nel culto, praticato proprio nei dintorni di Mylasa"5' e del centro collegato di Labraunda"6', in un laghetto di Malakos, cioe «mollusco», testimoniato dalle fonti, lungi dall'essere banalmente dispregiativo, sembra aver alluso alia particolare importanza da lui conferita a riti iniziatici in onore della detta ninfa, simboleggiata appunto dal mitilo. I09) Sulle conchiglie intese, in virtu della loro assimilazione all'organo sessuale femmi- nile, come strettamente correlate con dee della fecondita, compresa la «Magna Mater» Cibele, venerata in Occidente, a Locri Epizefiri, gia nel VII sec. a.C, cfr. M. Caccamo Caltabiano, Trinakia..., cit., pp. 23 no. 120 (con riepilogo della bibliografia precedente), 31-32 no. 186 e Kyme..., cit., p. 25 no. 23. I,0) Cfr. N.K. Rutter, op. cit., p. 14. "" Tetradrammi di Mausolo con il dio frontale con tridente e granchio ad esso attac- cato sui quali cfr. H.A. Troxell, Carian in Miniature, in Studies L. Mildenberg, Wetteren 1984, p. 252. Il2'Serie ellenistiche e di eta imperiale con tridente impostato su granchio (un tema, questo, inciso a rilievo anche in alcuni blocchi di pietra tuttora visibili nella citta) e aquila al D/, o con tridente e bipenne combinati sopra granchio, o con lo «ZenoPo- seidon» stante con tridente con manico terminante a forma di granchio. Cfr. BMC - Caria and island (B.V. Head), London 1897, pp. 131-32; A. Akarc;a, Les monnaies grecques de Mylasa, Paris 1959, taw. V, 36, 38 e 42; VII, 54; IX, 79; XVIII, I; W. Deonna, The crab..., cit., p. 52. Il3) Stated? AR con granchio/occhio entro quadrato incuso. Cfr. E. Babelon, op. cit., II, p. 358 e tav. XV, 10. 1141 Bronzi di IV sec. a.C. con testa di Zeus o di Atena al D/. Cfr. B.V. Head, op. cit., p. 642. IIS| Per le notizie relative ai culti di Mylasa e alia valenza assuntavi dal granchio, rin- grazio sentitamente il prof. R. Descat dell'Universita di Bordeaux, per essersene voluto soffermare nell'ambito di un seminario su «Numismatica e storia: la Caria alia fine del IV secolo» tenuto a Messina nel 1991. 1161 Sulla storia del sito e del santuario, cfr. K. Jeppesen, in EAA IV, Roma 1961, s.v. Labraunda, pp. 440-442. 34 BENEDETTO CARROCCIO e/o presso un pozzo"7' e corsi d'acqua ancora abbondantemente popolati di granchi, dello «ZenoPoseidon», altrimenti noto come Zeus «Osogoa/Osogol- lis»ll8), «Labrandeus»"tJ' o «Cario»,20): una divinita locale successivamente iden- tificata con Zeus e/o Poseidon, che non sembra pero averne avuto le caratte- ristiche peculiari di divinita celeste o marina, bensi quelle di patrono delle fonti,2,) e del territorio1221. Restando in ambito micrasiatico, inoltre, la stessa gia citata connessione del granchio con TArtemide Efesia123', venerata anche a Massalia124' - ove si- gnificativamente gia nel V sec. a.C. il tipo di R/ del granchio si accompagna ad una testa di Artemide al D/]25) (tav. IV, 4) - non sembra poter prescindere, oltre che dalla sua caratterizzazione come divinita lunare, anche da una sua originaria connotazione come locale antichissima patrona della fecondita126'. Per quanto attiene alia Cirenaica, la presenza di un granchio per tipo di R/ in un bronzo di incerta attribuzione con topo del deserto al D/127) (tav. IV, 9) e, limitatamente alle sole chele, in un'hemidracma argentea di V-IV sec. a.C. attribuita ad Evesperide od Apollonia con delfino al D/I2S), nonche come sim- 1171 Cfr. Elian., Nat. anim. XII, 30 e Plin., N.H. XXXII, 16. Il8) Cfr. Strab., Geogr. XIV, 659. "9) Sullo Zeus Labrandeus cfr. E. Paribeni, in EAA VII, Roma 1966, s.v. Zeus, p. 1265. La bipenne e citata come suo attributo da Plut., Quaest. Gr., 45. I20) Cfr. Elian. Nat. anim., XII, 30. 1211 Cfr. Paus. VIII, 10, 4; Athen. II, 42a; Plin., A/.//., 31, 54. 1221 Ricorderemo che in eta antica il tridente non e semplicemente ed unicamente un attributo esprimente la natura marina della divinita, bensi anche un simbolo della protezione e/o dominio su un territorio ad opera di un dio che e anche «sposo della terra» e patrono delle acque sotterranee, correnti e/o dei laghi, tanto che non e nean- che mancato chi ha voluto vederne il nome come correlato a ttotcxijios. Cfr. M. Caccamo Caltabiano, Trinakia..., cit., pp. 5-33, in particolare 17-18 e P. Grimal, in Enciclopedia dei miti, Milano 1990, s.v. Poseidone, p. 259. 1231 Cfr. supra, no. 71. 1241 Alia dea efesia era anche consacrato uno dei due templi principali della citta. Cfr. W. Deonna, The crab..., p. 70, no. 44. 1251 Oboli argentei per i quali vd. B.V Head, H.N.2, p. 607. A parte cio, la comparsa an- che tra i tipi monetali massalioti di IV sec. a.C. della testa giovanile e cornuta di una divinita identificata come Lakydon - la laguna paludosa che costituiva il porto della citta - ma caratterizzata dall'attributo tipico delle divinita fluviali, ci sembra particolarmente significativa. Vd. anche M. Caccamo Caltabiano in LIMC VIII, di p.p., s.v. Lakydon. I26) Cfr. W. Deonna, The crab..., cit., p. 59. 1271 Cfr. S. Ferri, Manualetto numismatico per la Cirenaica, Bengasi 1924, n. 127. 1281 Cfr. S. Ferri, op. cit., n. 115. Tra i tipi monetali di Evesperide non mancano nep- pure le rappresentazioni di divinita fluviali (Lathon) come pure, ovviamente, di Zeus Ammon a proposito del quale vd. infra, no. 129. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 35 bolo in argenti e bronzi di Cirene generalmente di IV sec. a.C. e spesso carat- terizzati da teste di Apollo o Zeus Ammone al D/l29) (tav. IV, 8 e 10), potrebbe a prima vista far propendere per una considerazione dello stesso come attri- buto di divinita solari. Solo che anche queste due divinita risultano collegarsi significativamente all'acqua delle fonti per essere consacrata al primo Timpor- tante fonte sgorgante suH'acropoli di Cirene, che originariamente sembra esser stata oggetto di un culto autonomo legato a quello della ninfa eponima della citta13(,), ed al secondo un'altra fonte nell'oasi che ne porta il nome in Egittol3l). norctfjuoL KapKLvou e simboli di fecondita nelle monetazioni della BperrLa Volendo percio riesaminare alia luce delle osservazioni teste fatte le tipo- logie monetali delle serie che piu ci interessano - quelle cioe coniate in alcune zecche della BpeTTia ellenizzata nei diversi momenti fra il VI ed il III sec. a.C. nei quali vi compare anche il motivo del KapKivos - noteremo facilmente la grande e per nulla casuale concentrazione tra esse di tipi e simboli - primi fra tutti il granchio, ma anche Eracle con i suoi attributi, Pegaso132' e probabil- mente il trampoliere1331 - via via riconducibili ai culti delle fonti e degli spec- chi d'acqua dolce genericamente intesi come cause di fecondita. I29) Didrammi AR del 322-305 a.C. con testa di Apollo/silfio e granchio. Bronzi dello stesso periodo con testa di Apollo/cavallo, astro e granchio o cornucopia; testa di Apollo/lira e granchio o altro simbolo; cavaliere/silfio e granchio; testa di Zeus Am- mon/palma, silfio e granchio o altro simbolo; testa di Tolemeo I/aquila, silfio e granchio; stesso D/ protome di pegaso e talvolta granchio. Monete auree ed argen- tee di Tolemeo I con la sua testa al D/ ed al R/ rispettivamente una Nike con corona e trofeo e un'aquila, nei quali il granchio compare a volte come simbolo. Su tutti questi nominali cfr. S. Ferri, op. cit, nn. 209, 220, 224, 232, 238, 242, 245-46, 256. ,30) Cfr. G. Pesce, in EAA II, Roma 1959, s.v. Cirene, pp. 656-658. 131) Cfr. M. Caccamo Caltabiano, Trinakia..., cit., p. 14 no. 38. 132) Gia gli antichi facevano derivare il nome di Pegaso dalle i:r\yai = sorgenti e lo consideravano figlio di Poseidon e creatore, col colpo di zoccolo, della fonte Ippo- crene e di altre ancora. Esso e percio, come e ancor piu del cavallo non alato, espressione teriomorfa di Poseidon e immagine del terremoto che, precedendo la fuoriuscita delle fertili acque dai «materni» recessi della terra verso il cielo aperto, diviene partecipe della loro nascita. Cfr. M. Caccamo Caltabiano, Trinakia..., cit., p. 17; P. Grimal, op. cit., s.v. Pegaso, pp. 488-489; J. Chevalier - A. Gheerbrant, Dizionario dei simboli, Milano 1986, s.v. Pegaso, pp. 223-234 e 229-230. Vd. inol- tre l'importante indizio offerto dalla presenza di un granchio come simbolo al D/ di argenti di Ambracia con testa di Atena/Pegaso (tav. IV, 6). 133) Si consideri che i diversi trampolieri, oltre che essere considerati presso diverse culture e religioni anche come simboli salutari, di fecondita e/o resurrezione, sono 36 BENEDETTO CARROCCIO Dallo specchietto riassuntivo riportato alle pagine seguenti emerge infatti - se corrette sono state le interpretazioni delle iconografie da noi effettuate,34) - come le rappresentazioni di divinita, o simboli, di fecondita piu o meno,35) collegate ai detti culti, o di divinita ad esse associate per il tramite del mito136), ben presenti nelle serie federali brettie, siano maggioritarie a Crotone come a Terina e si accompagnino un po' in tutte le zecche a tipi e simboli chiaramente classificabili come lunari, mentre piu difficilmente definibile e il ruolo rive- stito nel nostro campione dai numerosi simboli solari o piu genericamente celesti. Non sapremmo infatti dire se e quanto i diversi riferimenti ad Apollo siano stati prevalentemente intesi come relativi alia sua natura di dio solare piuttosto che a quella di patrono delToracolo delfico, anch'esso collegato a delle fonti1371, e/o di probabile coprotagonista di miti di fondazione. Le stesse raffigurazioni dei Dioscuri possono essere interpretate considerandone la na- tura, peraltro complessa, di divinita celesti138', o in riferimento al culto loro praticato a Locri, o, insieme con altri tipi posti sull'oro e l'argento federale brettio, come acquisizioni dall'esterno di iconografie gia affermatesi altrovel39). Alia presenza del granchio nella monetazione e ai diversi culti delle fonti attestati anche per via archeologica sembrano inoltre affiancarsi nelle fonti let- anche animali spesse volte legati ad un habitat lagunare e/o palustre. Cfr. anche J. Chevalier - A. Gheerbrant, op. cit., pp. 261-262, 534-535, 542. 134) Ovviamente, se e difficile scoprire il significato assunto da un unico tipo monetale, ancor piu arduo percorso e voler fornire Tinterpretazione di intere monetazioni, do- vendosi spesso isolare per ogni tipo una particolare valenza intesa come piu propria tra le diverse possibili. II quadro d'insieme risultante, per forza di cose parziale ed esposto ad errori, non vuole percio essere nulla di piu che un'ipotesi di lavoro utile ad una evidenziazione dei risultati di questa particolare ricerca. 135) Non mancano infatti tipi ancor piu direttamente interpretabili come simboli di fecondita, quali il chicco, la spiga, la conchiglia, la palma, la lepre, e ovviamente le teste di Kore e di Demetra, sulle quali vd. anche quanto espresso supra, alle noo. 101, 108 e in calce al nostro specchietto. 136) E il caso di Hera rispetto ad Eracle e di Apollo rispetto ad Artemide. 137) Le tre fonti di Kastalia, Delphousa e Kassotis, cfr. S. Ferri, in EAA III, Roma 1960, s.v. Delfl, a p. 27. 138) Tali erano infatti in quanto figli di Zeus, ed in quanto mutati in stelle divenuti pro- tettori dei naviganti. Si consideri pero anche la tendenza, propria dell'eta ellenistica, a confonderli con i Cabiri, entita demoniache, ultraterrene, legate ai culti misterici ed alia fecondita, venerate a Lemno sotto forma di granchi secondo Hesych., s.v. Kapeipoi. Cfr. W. Deonna, The crab..., cit., pp. 55 e 72, no. 97; V. Bianco, in EAA III, Roma 1960, s.v. Dioscuri, p. 123; M. Floriani Squarciapino, in EAA II, Roma 1959 s.v. Cabiri, p. 238; J. Chevalier - A. Gheerbrant, op. cit., s.v. Cabiri, p. 164. 139) Cfr. a questo proposito M. Caccamo Caltabiano, La rete relazionale..., cit., pp. 157-158. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 37 Valenze religiose dei tipi monetali delle zecche e nei periodi nei quali compare il motivo del granchio Zecca secolo tipi coniati low valenze valenze secondarie Crotone vi-v a.L. tnpode+granchio / idem Anollo - fVvonditn nrnuc solare tripode+gru / idem Apollo - fecondita acque solare tripode / aquila Apollo - Helios? 1 solare tripode / granchio Apollo - fecondita acque solare Eracle sdraiato / tripode mito fondazione / Apollo fecond. acque / solare TV o C iv a.L. u c Hera / bracle sdraiato Apollo / Eracle bambino culto locale / fecond. acque solare / fecondita aquila / tripode Helios? / Apollo solare aquila / tripode e gru idem / Apollo +fecond. acque solare Apollo / tripode solare tripode / lepre Apollo / fecondita2 solare / Eracle / granchio fecondita acque tripode / pegaso Apollo / fecondita acque solare / dio fluviale / pegaso fecondita acque dio fluviale / lulmine, astro fecondita acque / celeste tripode / seppia Apollo / marino o solare solare / tripode / chicco Apollo / fecondita solare / tripode / civetta Apollo / Atena3 solare-intuizione / lunare-riflessione-fecondita tripode / gallo Apollo / solare solare / tripode / ruota Apollo / beneaugurante4 solare aquila / tulmine, crescenti Helios? / lunare solare / celeste Atena / aquila protezione5 / Helios? fecondita / solare Aiena / civeua su spiga protezione / fecondita / riflessione? Atena / due crescenti protezione / lunare fecondita / civetta / corona Atena / vittoria-apotrop/' lunare-fecondita-protezione / elevazione Eracle / tripode fecondita / Apollo / solare clava / arco fecondita /(Eracle) Eracle / civetta fecondita / Atena? Eracle / clava, colonna. patera fecondita Eracle / clava fecondita Eracle / aquila fecondita / Helios o Zeus / solare-celeste Kore / tre crescenti fecondita / lunare astro / arco e clava celeste / fecondita (Eracle) conchiglia / seppia fecondita acque 38 BENEDETTO CARROCCIO Zecca secolo tipi coniati low valenze valenze secondarie Brettii III a.C. dea con granchio / granchio fecondita acque dio fluviale / granchio fecondita acque dio fluviale / spiga (t. Ill, 4) fecondita acque e terra Eracle / clava, arco fecondita Eracle / Nike fecondita / vittoria Eracle / Bellona-Pallas fecondita7 1 guerra Ares / Bellona-Pallas divinita guerriere / fecondita Nike/dio fluviale vittoria / fecond. acque Apollo / Nike in biga solare / vittoria Nike / Zeus in biga vittoria / celeste Zeus / guerriero celeste / guerra Zeus / aquila celeste / solare? Hera / Zeus coppia celeste Dioscuri / Dioscuri e palma celeste / vittoria fecondita?x Apollo / Artemide solare / lunare Atena / Aquila protezione / Helios? fecondita / solare Pallas Atena / civetta Atena protez.-fecond. / lunare Poseidon / Anfitrite coppia marina Consentia IV a.C. dio fluviale / granchio fecondita acque Ares / fulmine e crescenti guerresca / lunare e celeste Artemide? / fulmine e crescenti lunare e celeste Artemide? / arco e crescente lunare Terina IV a.C. ninfa / granchio fecondita acque ninfa / Nike seduta + granchio fecondita acque / vittoria Nuceria IV-ffl a.C. Apollo + granchio / cavallo solare / fecond. acque9 Leonte 1 Apollo + granchio fecondita (Eracle) / solare solare 10 / fecondita acque Laos IV-HI a.C. Kore / corvo? 11 + granchio fecondita terra e acque simbolo parlante? dio fluviale / corvo fecondita acque IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 39 Zecca secolo tipi coniati low valenze valenze secondarie Hipponion IV-III a.C. Zeus / anfora celeste / commercio? 1 acquatica Apollo / ninfa + granchio solare / fecondita acque dio fluviale / clava fecondita acque / Eracle / fecondita acque Atena / Nike + granchio guerra / vittoria+fecondita Petelia Ill a.C. Dioscuri / granchio celeste / fecondita acque Demetra / Zeus fecondita / celeste Apollo / tripode solare Ares / Nike guerra / vittoria Atena / Nike protezione / vittoria fecondita / Helios / tripode solare ArtpmiHp / rnnp lunare Eracle / clava fecondita Atena / Zeus protezione / celeste fecondita / Zeus / Zeus celeste Zeus / fulmine celeste Apollo / Artemide solare / lunare Apollo / cervo solare / lunare o solare L'aquila non e solo espressione di regalita connessa alia figura di Zeus, ma anche piu genericamente simbolo e attributo delle divinita solari - e quindi anche di Apollo - che seguendo la rotta del sole non manca di fermarsi sulla verticale de\Y omphalos di Delfi, inteso come zenit del mondo. Cfr. J. Chevalier - A. Gheerbrant, op. cit., s.v. Aquila, pp. 80-81. : Per un'interpretazione della lepre come simbolo di fertilita cfr. M. Caccamo Caltabiano. La mone- tazione..., cit., p. 40. 1 La civetta, uccello di Atena, partecipa delle sue numerose e differenti valenze (ivi compresa quella di dea della fecondita). Di per se stessa e anche simbolo della luce risplendente nelle tenebre, contrappo- sta a quella del giorno. La luce lunare. quindi, ed il momento della riflessione contrapposto a quello deH'intuizione. Cfr. J. Chevalier - A. Gheerbrant, op. cit., s.v. Civetta, pp. 286-287. 1 Sulla valenza beneaugurante assunta gia in eta classica dalFantico simbolo solare della ruota cfr. M. Caccamo Caltabiano, Kyme..., cit., p. 42. s Sul ruolo di Atena come patrona della fecondita e divinita protettrice in genere e del territorio in particolare vd. J. Chevalier - A. Gheerbrant, op. cit., s.v. Atena, pp. 112-113. 5 Su queste valenze della corona, piu tardi divenuta ancor piu esplicitamente simbolo di resurrezione, vd. J. Chevalier - A. Gheerbrant, op. cit., s.v. Corona, pp. 323-327. ' Bellona e qualcosa di piu di una semplice divinita guerriera, se i Romani la confusero anche con Ma. la Grande Madre di Comana in Cappadocia. Cfr. W. Deonna, The crab..., pp. 55 e 72, no. 94. s Sulla palma intesa anche come emblema di fertilita connesso tra i Fenici con Tanit, consorte del dio solare, sotto rombrello protettivo della quale nacquero Apollo e Artemide, cfr. M. Caccamo Calta- biano, Kyme..., cit., pp. 34 e 36. 9 Sulla valenza del cavallo vd. quanto gia affermato supra, no. 132 a proposito del pegaso. 0 La maschera leonina, oltre che attributo di Eracle, e anche emblema eminentemente heliaco. 1 Non e chiara la natura dell'animale: se corvo, sacro ad Apollo oikistes, o tordo (Amos). 40 BENEDETTO CARROCCIO terarie anche alcune sue menzioni come eponimo di siti e/o corsi d'acqua che ci sembrano fornire ulteriori conferme alle interpretazioni sin qui fornite. Abbiamo infatti almeno una menzione in Plinio il Vecchio140' di un fiume Carcinus, anticamente (forse) navigabile14", che e stata generalmente intesa come forma storpiata del toponimo KaiKivos, attestato in Tucidide e Pausania come sede, per un certo periodo, del confine tra i territori di Reggio e Locril42), e che altri hanno voluto invece intendere come un distinto fiume Karkines, identificato invece col Corace, che sfocia nel golfo Scillezio anziche sulla costa ionica reggina, le cui sorgenti si trovano ad alcuni chilometri di distanza da Cosenza143'. Se e anche possibile che KaiKivos sia effettivamente stato il nome corretto di un unico toponimo, la forma Carcinus potrebbe comunque non essere stata riportata come tale per un banale errore ma, nella sua possi- bile allusivita ad un particolare ecosistema che poteva vedere una consistente presenza di granchi fluviali, aver espresso, con la mediazione del Greco della kolvt|, Peffettivo significato di una possibile variante locale del nome del- Tanimale. Plutarco144' ci menziona inoltre un'isola di KepKiva nella Sirte Minore verso la quale un'improvvisa tempesta avrebbe sospinto le navi della flotta di Dione nel 357 a.C. Essa corrisponde certamente ad una delle attuali isole Querquena, o Cercina, poco distanti dalla costa della Tunisia, probabilmente I'odierna Charki/Sharqui, abitata ininterrottamente sin dalTeta punica145', la cui assonanza con KapKivos tanto poco ci sembra casuale da spingerci a collegare ad essa alcune monetine bronzee di fattura punica del II sec. a.C. gia varia- mente e dubitativamente attribuite ad «isole della Tunisia», nelle quali il no- stro tipo al D/ o al R/ viene abbinato nell'altra faccia al simbolo di Tanit ed al caduceo entro corona d'alloro (tav. IV, 5), o ad altro granchio, o ad una figura l40) Plin.,A/.//., 111,96. 1411 Come tale e indicato da Plinio e puo anche darsi che cosi effettivamente fosse, se si tien conto delle grandissime modificazioni subite nei secoli dalTorografia dell'at- tuale Calabria, e percio anche dai letti e percorsi di quelle che oramai sono divenute fiumare dalla portata molto limitata. 1421 Thucid. Ill, 103, 3; Paus. VI, 6, 4. Cfr. a questo proposito A. De Franciscis, Stato e societa in Locri Epizefiri, Napoli 1972, pp. 33 e 103: il nome personale «Kaikinia- das» menzionato in una tabella bronzea locrese e visto come derivato da quello del fiume Kaikinos. 1431 Troppi per credere che il granchio presente sulle serie di Konsentia si riferisca pro- prio ad esso. Cfr. per questa ipotesi H. Nissen, Italienische Landeskunde, I, Berlin 1883, p. 335. 1441 Plut. v. Dionis, 25. 1451 Cfr. AA.VV., Lessico Universale Italiano, XI, Roma 1972, p. 268, s.v. Kerkenna. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 41 stante di Eracle/Melqart con clava (tav. Ill, 2), o ad un guerriero promachos con esso forse identificabile (tav. Ill, 3)l46); cioe ancora una volta a divinita e simboli di fecondita/resurrezione147'. Conclusioni II tipo della divinita con copricapo a carapace di granchio, caratteristico di una piccola serie federale brettia, del tutto isolato nelle monetazioni d'eta antica e non confondibile con alcune piu tarde e comunque diverse rappresen- tazioni di divinita marine (Teti, Anfitrite od Okeanos che siano), sembra aver costituito un'antropomorfizzazione di un motivo, quello del granchio, diffu- sosi sin da eta arcaica come tipo, o come simbolo accessorio forse non casual- mente scelto, in un gran numero di serie monetali di aree geografiche e/o cul- turali anche molto distanti tra loro. Al loro interno esso e stato sempre inteso, e percio raffigurato nelle caratteristiche morfologiche piu proprie, come un KctpKtvos 7roT(i|jLios e - ci sia consentita questa aggiunta - Xi|jLvaTos, ani- male d'acqua dolce, fluviale o lacustre/palustre che fosse, simbolo della poten- zialita fecondante della stessa e percio stesso inteso dagli antichi come antive- leno, simbolo apotropaico legato a pratiche presumibilmente molto popolari, e di resurrezione. In virtu di questo suo significato fondamentalmente positivo, nelle serie monetali esaminate e stato posto come compagno di divinita od entita divine dotate di una valenza simile od analoga, prime fra tutte le figure maggior- mente confondibili in questo senso di Herakles - che non e solo eroe figlio di Zeus e simbolo di forza, ma anche patrono/emanatore dell'acqua feconda- trice -, delle divinita fluviali e degli specchi d'acqua dolce striata sensu - i tori androprosopi/giovani con corna taurine e le ninfe -, di Poseidon in una particolare connotazione dei suoi poteri. Ed insieme con esse le connessioni con divinita e simboli della natura feconda e percio stessa potente: Artemide, Bellona e Cibele, i Dioscuri/Cabiri, la lepre e la spiga e, in termini piu partico- lari e limitati, Zeus Ammon e Apollo. Estendendosi, collegandosi e mescolandosi le diverse valenze, culti e credenze, il granchio fluviale, per la probabile mediazione costituita dal suo Cfr. L. Muller, Numismatique de Vancienne Afrique, I-III, Copenaghen 1860-62, pp. 178-180, nn. 1-16; SNG Italia - Milano XIV - Cirenaica-Mauretania, p. 58 e tav. XXII, nn. 90-92; SNG Copenaghen nn. 477-482; Asta Sternberg 20.11.81 n. 67. Cfr. a questo proposito E. Acquaro, Cartagine, un impero sul Mediterraneo, Roma 1978, pp. 25-26 e 70. 42 BENEDETTO CARROCCIO collegarsi alle figure ambivalenti, terrestri e celesti, di Eracle ed Artemide148', e finito col divenire anche simbolo celeste, probabilmente piu della luna, di cui e «ultimo rifugio»l4y) che del sole, normalmente richiamato con piu espliciti riferimenti alia figura di Apollo, senza pero che, per tutta l'eta greca, questa sua nuova accezione prevalesse suH'originaria valenza di fecondita sopra de- lineata. Essa sembra essere alia base della frequente e precoce comparsa del karkinos nelle monetazioni dei centri sia greci che indigeni dell'area brettia, dove almeno un corso d'acqua si chiama «Granchio», in virtu della particolare importanza assuntavi dalle fonti d'acqua dolce e dai culti di fecondita cui sem- brano accennare molti altri tipi adottati, prestandosi anche a simboleggiarle in termini piu generici ed asessuati (fiumi o laghi, maschili o femminili) che non le piu note raffigurazioni di ninfe o divinita fluviali, forse per un maggior ri- spetto delle specificita dei singoli culti. E percio certamente possibile che in quell'area le singole rappresentazioni del granchio, ed ancor di piu la versione antropomorfizzata del motivo,50) da cui siamo partiti, si siano volute riferire a questa o quella specifica divinita, o fiume, e che la frequenza delle stesse sia divenuta una caratteristica della po- polazione brettia, ma cio non sara mai avvenuto in termini tanto drastici da farci concludere che la comparsa del tipo del granchio nella monetazione di un centro sia stata espressione di una presa del potere brettio all'interno dello stesso, o di un suo rapportarsi ad un altro centro da cui si sarebbe diffuso il culto di un'unica divinita fluviale. E anche possibile che le figure di Eracle - per alcuni indizi quali gli attributi del- l'arco e della pelle di leone e l'episodio della lotta per il tripode - Helios e Apollo siano state espressione e derivazione di un'unica divinita solare preistorica, ma una tale possibile accezione della figura di Eracle sembra essersi pressoche persa in eta storica, mentre si sarebbe mantenuta piu evidente e persistente la considerazione di Artemide come divinita anche lunare. Cfr. supra, no. 70. E generalmente accettato che le cronologie delle serie bronzee federali brettie quali furono formulate da Scheu e Pfeiler, artt. citt., siano un po' tutte da rivedere. Una volta che di esse sara stata conseguita una ricostruzione piu definitiva, sara interes- sante verificare se la testina con copricapo a carapace di granchio abbia sostituito o sia stata sostituita dalla testina cornuta dell'altro bronzo federale col granchio per tipo di R/. IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 45 IL nOTAMIOS / AIMNAIOS KAPKINOS NELLE MONETE 47 ILLUSTRAZIONI Tav. I 1 Asta Ars Classica 4.4.1995 n. 369 2a Asta Semenzato 29.11.1980 n. 32 2b Asta Ars Classica cit. n. 373 3 SNGMUnchen n. 1248 4 ibidem n. 1244 5 ibidem n. 1292 6 ibidem n. 1307 7 Asta Ars Classica cit. n. 418 8 Grose, Catalogue of the McClean Collection..., I, Cambridge 1923, tav. 52, n. 6 9 Attianese, op. cit., n. 372 = Garrucci, op.cit., tav. 109, n. 22 10 Rutter, art. cit., tav. 33 n. 12 11 Attianese, op. cit., n. 504 12 Attianese, op. cit., n. 771 = Garrucci, op. cit., tav. 118, n. 16 Tav. II 1 Jenkins-Holloway, op. cit., n. 85 2 Taliercio. Problemi monetari..., cit., tav. 29, n. 24 3 Asta Ars Classica cit. n. 443 4 Taliercio, Problemi monetari..., cit., tav. 29, n. 25 5 D/ SNG Munchen n. 1756 R/ Asta Ars Classica cit., n. 445 6 Taliercio, Problemi monetari..., cit., tav. 30, n. 39 7 Asta Ars Classica cit. n. 427 8 D/ Asta Ars Classica cit., n. 2520 R/ Taliercio, Problemi monetari..., cit., tav. 30, n. 41 9 Asta Ars Classica cit., n. 409 10 Asta Ars Classica cit., n. 60 11 Kraay, Archaic and classical Greek coins, London-Berkeley 1976, tav. 42, n. 724 12 SNGMUnchen n. 551 13 CVA France XXIII - Louvre XV, Paris 1968, n. 9. 48 BENEDETTO CARROCCIO Tav. Ill 1 Franke-Hirmer, Die griechische Miinzen, Munchen 1964, tav. 188 2 SNG Copenaghen n. 477 3 SNG Copenaghen n. 481 4 Asta Ars Classica cit. n. 450 5 SNG Athens n. 1772 6 Grose, op. cit., tav. 55, n. 24 7 Franke-Hirmer, op. cit., tav. 167 8 L/MCV, 0/?. c/7.,n. 2004 9 Franke-Hirmer, op. c/f., tav. 94 10 Monaco, ex coll. Virzi 11 Calciati, CNS III, Pieve del Cairo 1987, n. 8/8, ex Londra, British Museum 12 Fabbricotti, Considerazioni su di un tesoretto... da S. Marco d'Alunzio, «AIIN» 1968, tav. 7, n. 4 13 Arslan, op. cit., tav. 10, 101 - AR 50' Tav. IV 1 Franke-Hirmer, op. cit., tav. 59 2 Franke-Hirmer, op. cit., tav. 65 3 SNG ANS New York n. 1098 4 Grose, op. cit., tav. 1, n. 10 5 SNG Munchen n. 1667 6 SNG London, Llockett coll., n. 2330 7 SNG London, cit., n. 2495 8 Franke-Hirmer, op. cit., tav. 215 9 SNG Copenaghen n. 1253 10 SNG Copenaghen n. 1274 11 Akarga, op. cit., n. 36 12 ibidem, n. 38 13 ibidem, n. 79
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